Il tempo è uno di quei fattori che ci mette più stress. Non tanto il tempo reale, quello scandito sistematicamente dall’orologio, ma il tempo percepito. Il riferimento è a quella che è definita “cronemica”, cioè il modo con cui gli individui percepiscono e usano il tempo per organizzare le loro attività. Meno tempo sentiamo di avere e più scattano reazioni da stress che, a loro volta, formano la sensazione di non avere mai abbastanza tempo!
Un modo per uscire da questo circolo vizioso è quello di portare la propria attenzione ad un nostro ritmo naturale: il ritmo del respiro. Prima di tante tecniche complesse e articolate, può essere utile sperimentare quanto segue:
Si tratta di effettuare tre volte al giorno, possibilmente distesi, 10 respirazioni, avendo cura di mantenere uguale la durata dell’inspirazione (tempo consigliato cinque secondi) e di lasciare che le espirazioni si prolunghino il più possibile. In questo modo, ci abituiamo a dedicare il giusto tempo a far uscire l’aria. Infatti, uno dei problemi che riguardano la maggioranza delle persone è la “fame d’aria”. Siamo molto più impegnati a riempire la cassa toracica che a svuotare del tutto i polmoni. Questo porta ad una respirazione inefficacie che non aiuta minimamente a lasciare le tensioni e le stanchezze quotidiane, oltre ad indebolire il sistema cardiocircolatorio.
Questa piccola tecnica va eseguita con molta attenzione alle sensazioni che ci risveglia. I primi tempi potrebbero esserci le sensazioni tipiche dell’iperventilazione (giramenti di testa, formicolii, ecc.). In tal caso, vanno ridotti i tempi dell’esecuzione perché non vi devono essere in alcun modo reazioni di malessere. Con il tempo, il nostro sistema si adatterà alla nuova abitudine respiratoria, portando una sensazione di rilassamento a tutto il corpo.
Se ciò non avvenisse, è consigliabile rivolgersi ad un esperto di terapie del rilassamento e antistress perché significa che il livello di tensione cronica non permette ancora di ottenere benefici attraverso la respirazione prolungata.
M.I.