Quanto segue è l’esposizione degli elementi di un problema, un problema che ci troviamo a dover gestire un po’ tutti. Per “tutti” s’intende tutti gli esseri umani facenti parte della popolazione di una società “occidentale”.
Allora, vediamo intanto un elemento importante del problema. La nostra cultura sud-europea (dove per “cultura” non si intende semplicemente il livello di istruzione) risente inevitabilmente dalle sue radici giudaico – cristiane. Ciò ha comportato lo sviluppo di una serie di valori che, volenti o nolenti, influenzano da sempre le persone nel loro agire quotidiano.
Primo: una certa parte della cultura della Grecia antica, che ha influenzato notevolmente il Cristianesimo degli inizi, ci porta ancora a ragionare e ad agire in base a principi dualistici. Questi, se vengono conditi dalla morale, portano a dividere prontamente il mondo in “buoni” e “cattivi”, “ragione” e “torto”. Se riflettiamo sulle implicazioni pratiche di questo modo di ragionare, troviamo che da ciò deriva l’abitudine ad agire con modalità più vicine allo scontro che al dialogo, più tese a vincere sull’avversario che a risolvere i problemi pratici. Paradossalmente, cercando il “bene”, si è portati a classificare tutto il resto come “male” o, comunque, come “mediocre”.
Secondo: per quanto riguarda, invece, le componenti giudaiche della nostra cultura, possiamo qui osservare isolatamente il mito del salvatore. Senza entrare in tematiche prettamente religiose, possiamo dire che il mito del salvatore è parte di molte religioni antiche che inseguivano prospettive messianiche. Per queste culture antiche, in cui la nostra ha ben piantato le sue radici, l’agire nella realtà quotidiana aveva un valore relativo, in attesa dell’arrivo di chi giudicherà i nostri atti e salverà miracolosamente la situazione. I principi caritatevoli erano più importanti dell’esperienza vissuta pienamente nel qui ed ora.
Negli ultimi cinquant’anni, la cultura europea è sta però influenzata notevolmente anche da quella americana. Basandosi su principi religiosi diversi, la cultura americana si è sviluppata sulla necessità di avere successo nella vita attuale, come riflesso della vita ultraterrena. Ciò ha portato all’idea che sia importante arrivare alle massime vette della propria realizzazione in questa vita e non aspettare, come potrebbe indurre la vecchia cultura europea, la vita dopo la vita.
L’Uomo moderno nella nostra società, si trova a doversi muovere, seguendo tutti questi principi, fra loro non sempre coerenti: Carità o Successo? Realizzazione o dialogo con l’altro? Ovviamente, i principi trovano la via mediana nelle scelte quotidiane di chi ne cerca l’equilibrio. Va sottolineato che, però, non siamo quasi mai forniti di tutti gli strumenti psicologici per stare bene nella ricerca di questo equilibrio.
Se, ad esempio, molte persone puntano ad una realizzazione personale nella vita, poche tengono conto del fatto che, per ottenere qualcosa, non basta avere dei sogni, magari indefiniti ed irrealistici. Non basta puntare al cielo, se non si hanno solide basi.
Una di queste basi potrebbe essere chiamata “Considerazione di se stessi”. La considerazione di sé rappresenta l’atteggiamento nei confronti di se stessi, in merito alle proprie capacità, alle proprie competenze e all‘accettazione che ci aspettiamo da parte degli altri. Chi ha una buona considerazione di sé ha la chiara sensazione di essere, e di essere stata, una persona amata e degna di stima, in grado di fare qualcosa nella propria vita.
Queste persone si notano dalla posizione corporea eretta, dal sorriso, dalla capacità di sostenere la propria posizione senza arrabbiarsi. La gelosia e l’invidia per i successi altrui non fanno parte della loro esperienza quotidiana.
Come spesso accade, le origini di questa capacità vanno ricercate nelle interazioni fra i bambini, i genitori ed gli altri adulti della cerchia familiare. Se, ad esempio, queste persone adulte sono solite esprimersi attraverso atteggiamenti di valore nei confronti delle caratteristiche personali, delle competenze e dei comportamenti del bambino, sarà più facile che si sviluppi un adulto con una sana considerazione di sé. E’ proprio da questa adeguata percezione della propria Consistenza che deriva la capacità di trovare l’equilibrio fra valori differenti, di trovare la strada per la propria realizzazione personale senza calpestare gli altri. Purtroppo, l’educazione in tal senso è ancora molto carente, bisogni anche più importanti sono ancora ben ignorati e gli adulti sanamente in contatto con il propri Valore Personale sono ancora molto pochi.
M.I.