<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Blog del C.F.I.</title>
	<atom:link href="http://inrelazione.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://inrelazione.wordpress.com</link>
	<description>Appunti di psicologia per la vita quotidiana.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Jan 2012 18:24:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='inrelazione.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Blog del C.F.I.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://inrelazione.wordpress.com/osd.xml" title="Blog del C.F.I." />
	<atom:link rel='hub' href='http://inrelazione.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Il modello Funzionale Corporeo: un percorso di benessere per la gravidanza</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2012/01/09/il-modello-funzionale-corporeo-un-percorso-di-benessere-per-la-gravidanza/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2012/01/09/il-modello-funzionale-corporeo-un-percorso-di-benessere-per-la-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[travaglio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=375</guid>
		<description><![CDATA[Molte donne, pensano che il movimento in gravidanza stimoli delle contrazioni, da evitare in questo periodo; ma l’utero è composto da tante fasce muscolari, la cui funzione è quella di contrarsi e di mantenere un certo tono anche quando sono &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2012/01/09/il-modello-funzionale-corporeo-un-percorso-di-benessere-per-la-gravidanza/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=375&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte donne, pensano che il movimento in gravidanza stimoli delle contrazioni, da evitare in questo periodo; ma l’utero è composto da tante fasce muscolari, la cui funzione è quella di contrarsi e di mantenere un certo tono anche quando sono in stato di rilassamento. L’utero di una donna non in gravidanza si contrae durante l’ovulazione, durante un rapporto, durante le mestruazioni; l’utero di una donna con un bimbo dentro si contrae anche come reazione ai movimenti del bimbo, ad uno spostamento… <strong>Non ci si può, dunque, preparare ad una difficile maratona, come quella del travaglio, caratterizzata da centinaia di contrazioni, rimanendo ferme per 9 mesi: ci deve essere una sorta di allenamento per delle contrazioni come buona risposta muscolare.</strong> Sono da cogliere, invece, come segnali importanti o campanelli di allarme le contrazioni che, in rarissimi casi, hanno un ritmo ripetuto (esempio ogni 15 minuti per un periodo di tempo), oppure accompagnate da una perdita ematica e con una modificazione nella dilazione della cervice. Il movimento in gravidanza: • incoraggia la consapevolezza • aumenta la flessibilità e la tonicità • migliora la circolazione e la respirazione • aumenta il livello di energia • previene e rilassa dolori scheletrici e muscolari • previene i più comuni disturbi • permette di raggiungere un buon rilassamento • Sviluppa risorse per gestire le sensazioni ed il dolore in travaglio • facilita le posizioni che si potrebbero adottare durante il travaglio. <strong>Attraverso il modello Funzionale Corporeo, si può non solo affrontare i problemi legati alla gestazione, ma anche prevenire i disturbi del nascituro e farlo crescere nel miglior ambiente possibile.</strong> L’applicazione del modello della psicoterapia funzionale ai problemi specifici della gestazione e del parto, e più in generale della nascita, ha portato a risultati di grande interesse sia nel superare disturbi e malesseri della donna (ricorrenti durante questo periodo particolare) sia nell’operare un intervento di reale prevenzione per il nascituro nei riguardi di possibili future patologie, ricercando sin dalla vita intrauterina una condizione psicofisica ottimale. Dietro ai cambiamenti del livello posturale si trova ovviamente tutta la modificazione dell’area fisiologica, specie nei suoi livelli ormonali, della circolazione, della respirazione ecc. Se all’interno dell’area fisiologica i vari sotto-piani non sono in grado di assorbire i mutamenti, a causa di possibili funzionamenti alterati già in atto nella gestante, maggiori saranno i disturbi che questa si troverà ad affrontare. Per esempio quanto più è alterata la respirazione (cioè più alta e toracica, più controllata, meno profonda, più accelerata, con espirazione forzata ecc.) peggiori sono i disturbi, come bruciori di stomaco, insonnia, nausea, stitichezza e così via.</p>
<p><strong>Il tipo di lavoro specifico per la gravidanza si differenzia da altri approcci proprio perché rientra in una visione olistica della persona con tutte le sue aree funzionali.</strong> Per esempio molti corsi di “psicoprofilassi al parto” tendono a partire solo dagli ultimi mesi di gestazione e sono mirati al momento stesso del parto: viene utilizzata una respirazione accelerata e l’idea generale è di astrarsi dal dolore, rinforzando quindi il controllo. Queste tecniche, come quelle yoga, possono avere dei buoni risultati me possono anche produrre effetti negativi, a seconda della persona, cioè a seconda dello stato di integrazione funzionale presente durante la gravidanza. In questi casi, ad esempio, se il circuito del rilassamento non parte o si attiva solo parzialmente, la persona va in ansia perché non riesce a rilassarsi, avvertendo un senso di frustrazione o di incapacità. Il terapeuta che segue il modello Funzionale Corporeo, invece, dà la possibilità di realizzare il rilassamento usando un canale percettivo-emotivo-volontario-motorio.</p>
<p><strong>Nell’approccio Funzionale c’è la necessità di modificare il tono muscolare di base della gestante e, insieme ad esso, tutto il sistema neuroendocrino che regola tranquillità, ansia, benessere e stress.</strong> Ciò si può raggiungere agendo sullo stato del tono muscolare superficiale e profondo, sulle posture e posizioni e sulla riconnessione di tutte le aree funzionali, in un lavoro che prende in considerazione le capacità della singola gestante e non si basa unicamente su un’applicazione indifferenziata del controllo razionale.</p>
<p><strong>Un ruolo molto importante è affidato alla respirazione che, diversamente da come è praticata in altre tecniche, è profonda e diaframmatica.</strong> Si tratta di una respirazione non forzata ma volta a rilasciare le tensioni e le rigidità, in grado di interagire sugli equilibri vegetativi e su quelli ormonali, esattamente come si presenta nell’infanzia prima che ansie, paure e stress lo alterino. Questa respirazione, mantenuta poi in tute le fasi del travaglio e del parto, è inoltre quella che permette di dare fisiologicamente il massimo dell’ossigenazione possibile a madre e bambino.</p>
<p><strong>Durante il percorso di accompagnamento alla gravidanza l’intervento è volto ad aiutare la singola persona ad affrontare la gravidanza, a trascorrerla in uno stato di maggiore benessere possibile, ad affrontare il momento del parto in modo sereno e fisiologico; chi ne usufruisce, anche se solo negli ultimi mesi, avrà comunque un beneficio tangibile.</strong></p>
<p>Si opera a livello <strong>cognitivo</strong>, fornendo informazioni su gravidanza e parto, ridimensionando convinzioni errate e fantasie paurose; a livello della sfera <strong>emotiva</strong>, lasciando spazio alle emozioni connesse alla condizione stessa, all’affrontare lo sconosciuto e un nuovo ruolo di responsabilità, permettendo alla donna di esprimere in gruppo quello che spesso non può esprimere fuori. Si lavora sulla <strong>postura</strong>, non solo in modo correttivo di atteggiamenti e posizioni errate e contratture muscolari croniche, ma anche per aumentare la gamma di movimenti lenti e morbidi. Soprattutto si lavora sull’aspetto <strong>fisiologico</strong>, a ripristinare una respirazione spesso alterata e per incidere sul tono muscolare.</p>
<address><em>di E. Cossettini</em></address>
<address><em><a href="mailto:erica.cossettini@associazioneamigdala.it" rel="nofollow" target="_blank">erica.cossettini@associazioneamigdala.it</a></em></address>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/375/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=375&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2012/01/09/il-modello-funzionale-corporeo-un-percorso-di-benessere-per-la-gravidanza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vocabolario irragionevole per il nuovo anno.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/12/26/vocabolario-irragionevole-per-il-nuovo-anno/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/12/26/vocabolario-irragionevole-per-il-nuovo-anno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 16:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[concetti]]></category>
		<category><![CDATA[ecopresi]]></category>
		<category><![CDATA[significato]]></category>
		<category><![CDATA[zizzania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=371</guid>
		<description><![CDATA[A – Amore: esperienza tipicamente umana troppo spesso identificata e confusa con un sentimento romantico. B – Bambino/a: stadio di sviluppo che riguarda la maggioranza della popolazione illusa da una falsa autonomia. C – Comprensione: capacità basata sulla condivisione e &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/12/26/vocabolario-irragionevole-per-il-nuovo-anno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=371&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A – Amore: esperienza tipicamente umana troppo spesso identificata e confusa con un sentimento romantico.</p>
<p>B – Bambino/a: stadio di sviluppo che riguarda la maggioranza della popolazione illusa da una falsa autonomia.</p>
<p>C – Comprensione: capacità basata sulla condivisione e l’apertura all’altro che si perde totalmente a Natale nella frenesia degli acquisti.</p>
<p>D – Diavolo: Organismo che propone molte possibilità ma limita le scelte altrui a poche tentazioni (vedi “L’avvocato del diavolo”, film del 1997 con A. Pacino e K. Reeves).</p>
<p>E – Ecopresi: sintomo manifestato dai fruitori abituali dei telegiornali in tempo di crisi economica.</p>
<p>F – Fandonia: sinonimo di bugia, o menzogna, diffusa dai detrattori di coloro che pensano solo al bene del Paese.</p>
<p>G – Gioco: sempre più diffusa modalità di vivere un’esperienza attraverso una maschera o un ruolo che si rappresenta.</p>
<p>H – Hit: canzone di successo, popolare, apprezzata da una ampia parte dei fruitori di musica e imposta a tutti gli altri.</p>
<p>I – Inconcepibile: aggettivo attribuito a fatti sempre più comuni ed accettati, anche se non sono realmente capiti.</p>
<p>L – Lessico: parte della lingua progressivamente impoverita dalla scarsa necessità di esprimere pensieri articolati e/o originali.</p>
<p>M – Merito: nella lingua italiana, il significato non ci è pervenuto.</p>
<p>N – Negazione: fenomeno direttamente correlato alla scarsa consapevolezza di sé.</p>
<p>O – Oppio: religione dei popoli.</p>
<p>P – Pensione: trattamento economico di lusso previsto per quella parte della popolazione che non desidera lavorare in tarda età.</p>
<p>Q – Quantità: caratteristica sempre più confusa con il concetto di Qualità.</p>
<p>R – Recessione: processo economico legato alla tendenza ad acquistare meno prodotti di consumo rispetto all’anno precedente (con l’esclusione dei telefoni cellulari), da non confondere con regressione.</p>
<p>S – Soddisfazione: stato verso il quale si tende ma che rischia di fermare l’azione quando è raggiunto.</p>
<p>T – Torto: principi scorretti affermati da chiunque altro non siamo noi.</p>
<p>U – Umore: condizione psichica troppo spesso associata a caratteristiche negative (vedi il termine Umore in Google).</p>
<p>V – Valore: ciò che si vuole dimostrare indipendentemente dalle proprie effettive capacità.</p>
<p>Z – Zizzania: processo comunicativo utile al fine di bloccare qualsiasi modalità collaborativa.</p>
<p align="right"><em>M.I.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/371/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=371&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/12/26/vocabolario-irragionevole-per-il-nuovo-anno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Meriti serenità.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/16/meriti-serenita/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/16/meriti-serenita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[serenità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=368</guid>
		<description><![CDATA[Quante persone si trovano quotidianamente a pensare: Perché capitano tutte a me? Quante ancora ne devo passare per arrivare ad un po’ di quiete? Non ho diritto anch’io ad un po’ di serenità? Nei momenti di maggiore fatica, non solo &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/16/meriti-serenita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=368&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante persone si trovano quotidianamente a pensare: <strong>Perché capitano tutte a me?</strong> Quante ancora ne devo passare per arrivare ad un po’ di quiete? <strong>Non ho diritto anch’io ad un po’ di serenità?</strong></p>
<p>Nei momenti di maggiore fatica, non solo fisica, pensieri di questa natura sono abbastanza tipici. Sono momenti in cui la serenità sarebbe già un buon risultato e <strong>non si aspira nemmeno lontanamente alla tanto citata “felicità”</strong>, qualcosa di inarrivabile, di sepolto dalle piccole o grandi ansie quotidiane. Eppure, come stanno confermando sempre più esperti, il successo di una società non è misurabile solo dal suo livello di sviluppo economico.</p>
<p>Recentemente, l’Istat ha accolto la provocazione di andare oltre il P.I.L. (prodotto interno lordo) per misurare veramente la qualità della vita degli italiani. <strong>Nasce così il progetto BES, Benessere Equo Sostenibile</strong> (www.misuredelbenessere.it), che intende definire ciò che realmente conta per la popolazione reale, attraverso dodici parametri: l’ambiente, la salute, il benessere economico, l’istruzione e la formazione, il lavoro e la conciliazione con i tempi di vita, le relazioni sociali, la sicurezza, il benessere soggettivo, il paesaggio e il patrimonio culturale, la ricerca e l’innovazione, la qualità dei servizi e, infine, la politica e le istituzioni. L’idea è molto interessante e si sviluppa sulla base di una letteratura scientifica importante su questo tipo di valutazioni ma, <strong>al di là delle registrazioni statistiche, possiamo usare questi dati per analizzare il nostro livello di Serenità personale?</strong> Se non attribuiamo semplicisticamente le nostre difficoltà quotidiane alla mancanza di denaro (benessere economico) o ai rompiscatole che ci stressano (relazioni sociali), probabilmente avremmo maggiori possibilità di cogliere in cosa va migliorata la nostra situazione, quali aspetti della vita vanno adeguati ai nostri reali bisogni.</p>
<p>Proviamo, allora, a valutare approssimativamente la nostra attuale situazione di vita in base ai seguenti parametri.</p>
<p><em>La salute:</em></p>
<p>Quante volte al giorno pongo attenzione a come sta il corpo?    0 1-3     4-6        più di 6</p>
<p>Quante volte alla settimana mi dedico ad un’attività fisica? 0        1-3     più di 3</p>
<p>Quante volte alla settimana rido di gusto?     0        1-3     più di 3</p>
<p><em>L’Istruzione e la formazione:</em></p>
<p>Il mio livello di istruzione scolastica mi soddisfa?      Si                No</p>
<p>Le mie competenze professionali sono sufficienti per gli obiettivi lavorativi che mi pongo?  Si                 No</p>
<p>Quanto tempo è passato dall’ultimo corso di formazione che ho frequentato?</p>
<p>0 anni 1-3 anni        più di 3 anni</p>
<p><em>Il lavoro e la conciliazione con i tempi di vita:</em></p>
<p>Ritengo di avere abbastanza tempo per le attività quotidiane?      Si               No</p>
<p>Il mio lavoro è sufficientemente stabile?                                           Si               No</p>
<p>Dedico sufficientemente tempo alla mia famiglia?                        Si               No</p>
<p><em>Le relazioni sociali: </em></p>
<p>Su quante persone posso contare nei momenti di bisogno? 0      1-3     più di 3</p>
<p>Quanti rapporti significativi fanno parte della mia vita?       0        1-3     più di 3</p>
<p>Quante mie attività settimanali coinvolgono un gruppo?     0        1-3     più di 3</p>
<p><em>Il benessere soggettivo:</em></p>
<p>Quanti miei bisogni irrinunciabili al momento non sono soddisfatti?     0      1-3     più di 3</p>
<p>Quante attività quotidiane sento essere imposte?                        0        1-3        più di 3</p>
<p>Quante volte a settimana mi sento complessivamente bene?     0      1-3     4-6     più di 6</p>
<p>Queste domande, che ognuno può porre a se stesso come momento di autoriflessione, riguardano solo una parte dei parametri scelti dall’ISTAT per misurare il BES. <strong>Eppure sono quelle che possono portare più facilmente a fare delle scelte di cambiamento personale.</strong> Infatti, alcuni dei parametri scelti dal progetto sul Benessere Equo Sostenibile non dipendono dal singolo e, quindi, sono più utili per quelle scelte che riguardano la popolazione in generale. Se, però, ognuno si interrogasse più spesso in modo mirato sulla propria salute, sul proprio benessere, sui propri rapporti sociali, sul proprio tempo o sulla formazione che ha scelto nel corso della propria storia personale, <strong>inizierebbe a contribuire veramente al miglioramento complessivo della società</strong>, invece di attendere che qualcun altro agisca sui parametri di tipo socio-politico per darci quella serenità che meritiamo. L’alternativa alla ricerca personale di benessere è legata alla speranza che il prossimo Governo del Paese abbia doti salvifiche, non riscontrate nei precedenti.</p>
<p align="right"><em>M.I.</em></p>
<p align="right">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/368/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=368&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/16/meriti-serenita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Separarsi (quando amicizie e amori se ne vanno).</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/01/separarsi-quando-amicizie-e-amori-se-ne-vanno/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/01/separarsi-quando-amicizie-e-amori-se-ne-vanno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 11:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=365</guid>
		<description><![CDATA[Nella nostra cultura, associamo la parola separazione alla parola dolore. Eppure, separarsi è un’esperienza molto comune nella vita di ogni persona. Le statistiche, che descrivono sempre più spesso ogni caratteristica degli italiani, sottolineano il progressivo aumento di matrimoni che finiscono in &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/01/separarsi-quando-amicizie-e-amori-se-ne-vanno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=365&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella nostra cultura, associamo la parola separazione alla parola dolore. Eppure, <strong>separarsi è un’esperienza molto comune nella vita di ogni persona</strong>. Le statistiche, che descrivono sempre più spesso ogni caratteristica degli italiani, sottolineano il progressivo aumento di matrimoni che finiscono in separazioni e divorzi. In questi casi, si vive la separazione come un fallimento, ed è difficile vederla da altri punti di vista. E’, però, oggettiva la difficoltà sempre più comune legata al vivere assieme. Interessi ed esperienze cambiano nel tempo e, se il Contatto intimo ed emotivo (non solo fisico e sessuale) viene a mancare, le persone si trovano assieme dopo decenni ma su posizioni molto distanti. Il tema è molto dibattuto e sempre più coppie si rivolgono a psicoterapeuti e consulenti matrimoniali per “imparare a comunicare meglio”. Comunque, non è tanto su questo argomento che si svilupperanno le seguenti righe, quanto sulle situazioni in cui “il più è fatto”, e <strong>la separazione è inevitabile</strong>.</p>
<p><strong>Come mai</strong>, nonostante il livello di Condivisione fra le persone sia minimo, la capacità ad Aprirsi all’altro sia ormai compromessa e la Progettualità in comune sia nulla,<strong> la separazione resta un’opzione vissuta con sofferenza?</strong> Tutto sommato dovremmo essere “allenati”. Se pensiamo a tutti i rapporti affettivi, e non solo di coppia, vissuti da ognuno in una vita, risulta chiaro quanto le esperienze di separazione siano comuni, molto più di quanto lo sono stati i divorzi di Liz Taylor! Cos’è allora che le rende sempre fonti di malessere?</p>
<p>Come sempre, <strong>possiamo trovare, alla base del disagio, alcuni precisi funzionamenti di fondo che, se alterati, non ci permettono di vivere in modo soddisfacente la nostra vita</strong>. Ad esempio, dovremmo chiederci quali esperienze abbiamo vissuto in merito alla Protezione. Uno studio trasversale svolto alla fine degli anni sessanta dimostrava che il 90% delle madri appartenenti a società tradizionali tenevano i figli a contatto fisico per la maggior parte della giornata, contro il 25% del tempo dedicato a questa abitudine dalle madri americane. In questi casi, non è solo il Contatto ad essere carente ma, più precisamente, <strong>un contatto finalizzato a Tenere il bimbo e a proteggerlo</strong>.</p>
<p>Esiste poi un altro aspetto della questione: <strong>quanto spesso la protezione ci è stata data in cambio di qualcos’altro?</strong> Quante volte nella vita, fin dai primi anni dell’infanzia, ci hanno preservato dai pericoli, però, chiedendo di corrispondere completamente alle richieste e alle aspettative di chi lo faceva? In questi casi, l’Esperienza fondamentale dell’Essere Protetti si “inquina” con emozioni e reazioni che non ci fanno stare bene: ogni volta in cui si sperimenta la separazione, emerge un senso di abbandono che poco a che fare con quella specifica relazione.</p>
<p>Anche il modo in cui abbiamo vissuto l’Autonomia fin dai primissimi anni di vita, influenza la nostra attuale reazione nei momenti di separazione. Da questo punto di vista, la polemica che si è innescata qualche anno fa sui “bamboccioni”, cioè su tutti quei ragazzi che vivono ancora a casa dei genitori ben oltre i trent’anni d’età, ha solamente evidenziato una carenza che oggettivamente è presente in parte delle modalità educative di oggi. In Italia, più che in altri Paesi, esiste una scarsa propensione dei genitori ad incentivare l’autonomia dei figli. Ciò è dovuto, in parte, alle paure instillate da un sistema sociale non proprio stabile ed equo; ma in parte dipende anche da una famiglia che non è in grado di portare i ragazzi verso quell’Autonomia richiesta dall’evoluzione del mercato: un mercato che obbliga a sviluppare capacità di reggere la competizione e le frustrazioni dei fallimenti connaturati al cambiamento continuo. Che, in termini generali, ciò sia giusto, o sbagliato, non è questa la sede per dirlo. Certo è che <strong>gli studi di etologia che si sono occupati di questo tema hanno evidenziato quanto la spinta precoce all’autonomia, tipica della nostra società occidentale, non sia un indicatore di maggiore indipendenza, rispetto ai bimbi di altre culture</strong>. Non basta buttare un bimbo nella mischia, richiedendogli capacità adulte, per renderlo veramente indipendente. Passare da “bamboccioni” ad individui realmente autonomi è, insomma, un passaggio evolutivo tutt’altro che scontato.</p>
<p>In quest’analisi focalizzata sui funzionamenti di fondo dell’essere umano, possiamo evidenziare ancora un fenomeno, pur sapendo di non esaurire tutte le sfaccettature della questione. Un funzionamento alterato che porta la difficoltà a vivere bene la separazione è relativo all’Esperienza dell’Amore. In tal senso non si intende l’amore romantico &#8220;da Baci Perugina&#8221; ma, piuttosto, quell’esperienza fondamentale per ogni essere umano che consiste nel <strong>sentire il legame affettivo, cioè quel “essere portati dentro” dall’altra persona, anche quando non si condivide uno spazio o un tempo assieme</strong>. L’Amore si nutre anche di ricordi piacevoli che creano Continuità positiva, una continuità che va al di là di gesti concreti e continue conferme. Certo è che, se questa esperienza è stata vissuta male a causa di una serie di eventi negativi e cambiamenti continui da parte di chi avevamo accanto, <strong>ogni separazione diviene un’occasione per mettere in dubbio il legame, l’appartenenza all’altro</strong>.</p>
<p>Per superare un lutto o una separazione è spesso necessario rivolgersi ad un esperto di processi relazionali, qualcuno che, dall’esterno, sappia farci notare i funzionamenti alterati alla base di ciò che ci fa stare male. Prima di tutto è, però,<strong> necessario riconoscere il proprio star male come qualcosa di tutt’altro che scontato ed inevitabile</strong>, qualcosa che può essere affrontato e modificato in funzione di un più pieno Benessere.</p>
<p style="text-align:right;"><em> M.I.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/365/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=365&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/11/01/separarsi-quando-amicizie-e-amori-se-ne-vanno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Perché litigare?</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/12/perche-litigare/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/12/perche-litigare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[disaccordo]]></category>
		<category><![CDATA[interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[litigare]]></category>
		<category><![CDATA[litigio]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=357</guid>
		<description><![CDATA[L’Italia è fra i Paesi più litigiosi d’Europa. Le statistiche sottolineano ripetutamente quanto l’aggressività fra vicini di casa o la violenza casalinga siano presenti nell’esperienza di molti italiani. Perché si litiga tanto? Quali sono i meccanismi che agiscono fino a &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/12/perche-litigare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=357&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è fra i Paesi più litigiosi d’Europa. Le statistiche sottolineano ripetutamente quanto l’aggressività fra vicini di casa o la violenza casalinga siano presenti nell’esperienza di molti italiani. Perché si litiga tanto? Quali sono i meccanismi che agiscono fino a voler ammazzare il primo che guida male e ci taglia la strada?</p>
<p>Come sempre, quando si parla di esseri umani, il fenomeno è più complesso di quanto vorremmo.</p>
<p>Chi si occupa di “gestione dei conflitti” sa che si possono definire precisi codici comportamentali alla base di una vita di relazione non proprio pacifica.</p>
<p>In queste righe si vorrebbe, però, andare un po’ oltre per descrivere alcuni Funzionamenti di fondo, riscontrabili nella tendenza al litigio. <strong>I Funzionamenti di fondo sono delle modalità acquisite attraverso l’esperienza</strong> costituite da tutti i livelli della persona (emotivi, cognitivi, simbolici, immaginativi, ma anche riferiti al movimento, a posture, ad apparati fisiologici interni, a tensioni muscolari, alla respirazione, ai sistemi neurovegetativi e neuroendocrini, ecc.).</p>
<p>Un primo funzionamento che porta a generare attriti, quando si altera e coinvolge più livelli dell&#8217;organismo, è legato alla <strong>difficoltà a stare realmente in Contatto con il nostro interlocutore</strong>. Invece di sentire il picere dell&#8217;altro, e di cosa ci trasmette “fra le righe”, siamo più impegnati a fargli conoscere il nostro pensiero in merito a ciò che ci dice. <strong>Invece di ascoltare come si sente nell’esprimere quello che esprime, ci aspettiamo che ascolti cosa abbiamo da dire noi.</strong> In pratica, rispondiamo ad una sua richiesta con una nostra pretesa. Idee come “dovrebbe fare così”, “è suo dovere fare colà”, “ho diritto di dire la mia opinione” oppure “merito che lui mi ascolti” sono tutte fallimentari se la nostra intenzione è quella di avere un buon rapporto con il prossimo. La pretesa ci porta lontano dal reale contatto con l’altro. Quando la persona sente questo distacco, abbiamo già piantato un seme dell’albero della discordia.</p>
<p>Una seconda fonte di attrito si basa sulla necessità di avere il Controllo di quello che accade. Da ciò deriva l’esigenza di<strong> essere sempre confermati nei propri principi e convinzioni</strong>. Se una persona la pensa in modo diverso da me, allora farò in modo di farlo sapere a più persone possibile. Qualche maldicenza, mascherata da critica razionale, sarà allora solo un effetto collaterale per chi ha l’esigenza di esprimere la propria idea del mondo. E’ più importante che la propria realtà sia chiara e ordinata, poco importa che l’altro sia effettivamente come lo descrivo.</p>
<p>Un’ulteriore funzionamento umano alterato è identificabile nella mancanza di accoglienza e Tenerezza nei rapporti personali. Bisogna essere sempre forti e duri, non è previsto che si abbia necessità, o che si ceda all’altro. <strong>La violenza è spesso generata non tanto, o non solo, dall’eccessivo uso della forza nella relazione con l’altro, quanto dalla mancanza di morbidezza e di affettività</strong>. Alle volte, la Forza è necessaria quando è protettiva e quando è fondamentale non farsi invadere nei proprio spazi. Altrettanto necessaria è la Tenerezza, quando ne abbiamo abbastanza delle durezze del mondo circostante. In questi casi, l’ultima cosa che ci aspettiamo dall’altro è che ci compatisca, ci consoli in modo grossolano oppure, anche peggio, che ci dia consigli o spiegazioni. Avremmo piuttosto bisogno di calore e vicinanza.</p>
<p>Potremmo descrivere molti altri Funzionamenti di fondo che possono andare nella direzione della alterazione e del malessere nella relazione con l’altro. Potremmo parlare della difficoltà ad Affidarsi o della chiusura, che impedisce di Condividere veramente con gli altri. Resta il fatto che <strong>un’educazione che fin dalla prima infanzia prevenga episodi di violenza è ancora di là da venire</strong>. A parte singoli progetti educativi, anche molto validi, i ragazzi sono lasciati soli con le loro difficoltà ad adattarsi all’ambiente sociale. E’ difficile intervenire sull’adulto quando il bambino continua a doversi arrangiare nella gestione dei primi rapporti in una società sempre più complessa. Non è che sia molto più efficace il sostituirsi al genitore. <strong>Decisamente più utile è lavorare con i genitori per fornire loro quegli strumenti fondamentali</strong> che permettono di educare con l’esempio ad una relazione equilibrata con l’altro. Come faceva dire Francis Scott Key Fitzgerald ad uno dei suoi personaggi: &#8220;O si impara l&#8217;educazione in casa propria o il mondo la insegna con la frusta, e ci si può far male.&#8221;</p>
<p align="right"><em>M.I.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/357/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/357/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=357&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/12/perche-litigare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Saper puntare in alto.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/03/saper-puntare-in-alto/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/03/saper-puntare-in-alto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 18:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[considerazione di sè]]></category>
		<category><![CDATA[realizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<category><![CDATA[valore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[Quanto segue è l’esposizione degli elementi di un problema, un problema che ci troviamo a dover gestire un po’ tutti. Per “tutti” s’intende tutti gli esseri umani facenti parte della popolazione di una società “occidentale”. Allora, vediamo intanto un elemento &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/03/saper-puntare-in-alto/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=354&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto segue è l’esposizione degli elementi di un problema, un problema che ci troviamo a dover gestire un po’ tutti. Per “tutti” s’intende <strong>tutti gli esseri umani facenti parte della popolazione di una società “occidentale”</strong>.</p>
<p>Allora, vediamo intanto un elemento importante del problema. La nostra cultura sud-europea (dove per “cultura” non si intende semplicemente il livello di istruzione) risente inevitabilmente dalle sue <strong>radici giudaico &#8211; cristiane</strong>. Ciò ha comportato lo sviluppo di una serie di valori che, volenti o nolenti, influenzano da sempre le persone nel loro agire quotidiano.</p>
<p>Primo: una certa parte della cultura della Grecia antica, che ha influenzato notevolmente il Cristianesimo degli inizi, <strong>ci porta ancora a ragionare e ad agire in base a principi dualistici</strong>. Questi, se vengono conditi dalla morale, portano a dividere prontamente il mondo in “buoni” e “cattivi”, “ragione” e “torto”. Se riflettiamo sulle implicazioni pratiche di questo modo di ragionare, troviamo che da ciò deriva l’abitudine ad agire con modalità più vicine allo scontro che al dialogo, <strong>più tese a vincere sull’avversario che a risolvere i problemi pratici</strong>. Paradossalmente, cercando il “bene”, si è portati a classificare tutto il resto come “male” o, comunque, come “mediocre”.</p>
<p>Secondo: per quanto riguarda, invece, le componenti giudaiche della nostra cultura, possiamo qui osservare isolatamente <strong>il</strong> <strong>mito del salvatore</strong>. Senza entrare in tematiche prettamente religiose, possiamo dire che il mito del salvatore è parte di molte religioni antiche che inseguivano prospettive messianiche. Per queste culture antiche, in cui la nostra ha ben piantato le sue radici, l’agire nella realtà quotidiana aveva un valore relativo, in attesa dell’arrivo di chi giudicherà i nostri atti e salverà miracolosamente la situazione. <strong>I principi caritatevoli erano più importanti dell’esperienza vissuta pienamente nel qui ed ora</strong>.</p>
<p>Negli ultimi cinquant’anni, la cultura europea è sta però influenzata notevolmente anche da quella americana. Basandosi su principi religiosi diversi, la cultura americana si è sviluppata sulla necessità di <strong>avere successo nella vita attuale, come riflesso della vita ultraterrena</strong>. Ciò ha portato all’idea che sia importante arrivare alle massime vette della propria realizzazione in questa vita e non aspettare, come potrebbe indurre la vecchia cultura europea, la vita dopo la vita.</p>
<p>L’Uomo moderno nella nostra società, si trova a doversi muovere, seguendo tutti questi principi, fra loro non sempre coerenti: <strong>Carità o Successo? Realizzazione o dialogo con l’altro?</strong> Ovviamente, i principi trovano la via mediana nelle scelte quotidiane di chi ne cerca l’equilibrio. Va sottolineato che, però, <strong>non siamo quasi mai forniti di tutti gli strumenti psicologici per stare bene nella ricerca di questo equilibrio</strong>.</p>
<p>Se, ad esempio, molte persone puntano ad una realizzazione personale nella vita, poche tengono conto del fatto che, per ottenere qualcosa, non basta avere dei sogni, magari indefiniti ed irrealistici. <strong>Non basta puntare al cielo, se non si hanno solide basi</strong>.</p>
<p><strong>Una di queste basi potrebbe essere chiamata “Considerazione di se stessi”</strong>. La considerazione di sé rappresenta l’atteggiamento nei confronti di se stessi, in merito alle proprie capacità, alle proprie competenze e all‘accettazione che ci aspettiamo da parte degli altri. <strong>Chi ha una buona considerazione di sé ha la chiara sensazione di essere, e di essere stata, una persona amata e degna di stima</strong>, in grado di fare qualcosa nella propria vita.</p>
<p><strong>Queste persone si notano dalla posizione corporea eretta, dal sorriso, dalla capacità di sostenere la propria posizione senza arrabbiarsi</strong>. La gelosia e l’invidia per i successi altrui non fanno parte della loro esperienza quotidiana.</p>
<p>Come spesso accade, le origini di questa capacità vanno ricercate nelle interazioni fra i bambini, i genitori ed gli altri adulti della cerchia familiare. Se, ad esempio, queste persone adulte  sono solite esprimersi attraverso atteggiamenti di valore nei confronti delle caratteristiche personali, delle competenze e dei comportamenti del bambino, sarà più facile che si sviluppi un adulto con una sana considerazione di sé. <strong>E’ proprio da questa adeguata percezione della propria Consistenza che deriva la capacità di </strong>trovare l’equilibrio fra valori differenti, di <strong>trovare la strada per la propria realizzazione personale senza calpestare gli altri</strong>. Purtroppo, l’educazione in tal senso è ancora molto carente, bisogni anche più importanti sono ancora ben ignorati e gli adulti sanamente in contatto con il propri Valore Personale sono ancora molto pochi.</p>
<p align="right">M.I.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/354/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=354&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/10/03/saper-puntare-in-alto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Una tecnica per prendersi il proprio tempo.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/28/una-tecnica-per-prendersi-il-proprio-tempo/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/28/una-tecnica-per-prendersi-il-proprio-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=348</guid>
		<description><![CDATA[Il tempo è uno di quei fattori che ci mette più stress. Non tanto il tempo reale, quello scandito sistematicamente dall’orologio, ma il tempo percepito. Il riferimento è a quella che è definita “cronemica”, cioè il modo con cui gli &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/28/una-tecnica-per-prendersi-il-proprio-tempo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=348&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo è uno di quei fattori che ci mette più stress. Non tanto il tempo reale, quello scandito sistematicamente dall’orologio, ma il tempo percepito. Il riferimento è a quella che è definita “cronemica”, cioè il modo con cui gli individui percepiscono e usano il tempo per organizzare le loro attività. Meno tempo sentiamo di avere e più scattano reazioni da stress che, a loro volta, formano la sensazione di non avere mai abbastanza tempo!</p>
<p>Un modo per uscire da questo circolo vizioso è quello di portare la propria attenzione ad un nostro ritmo naturale: il ritmo del respiro. Prima di tante tecniche complesse e articolate, può essere utile sperimentare quanto segue:</p>
<p><strong>Si tratta di effettuare tre volte al giorno, possibilmente distesi, 10 respirazioni, avendo cura di mantenere uguale la durata dell’inspirazione (tempo consigliato cinque secondi) e di lasciare che le espirazioni si prolunghino il più possibile</strong>. In questo modo, ci abituiamo a dedicare il giusto tempo a far uscire l’aria. Infatti, uno dei problemi che riguardano la maggioranza delle persone è la “fame d’aria”. Siamo molto più impegnati a riempire la cassa toracica che a svuotare del tutto i polmoni. Questo porta ad una respirazione inefficacie che non aiuta minimamente a lasciare le tensioni e le stanchezze quotidiane, oltre ad indebolire il sistema cardiocircolatorio.</p>
<p>Questa piccola tecnica va eseguita con molta attenzione alle sensazioni che ci risveglia. I primi tempi potrebbero esserci le sensazioni tipiche dell’iperventilazione (giramenti di testa, formicolii, ecc.). In tal caso, vanno ridotti i tempi dell’esecuzione perché non vi devono essere in alcun modo reazioni di malessere. Con il tempo, il nostro sistema si adatterà alla nuova abitudine respiratoria, portando una sensazione di rilassamento a tutto il corpo.</p>
<p>Se ciò non avvenisse, è consigliabile rivolgersi ad un esperto di terapie del rilassamento e antistress perché significa che il livello di tensione cronica non permette ancora di ottenere benefici attraverso la respirazione prolungata.</p>
<p style="text-align:right;"> M.I.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/348/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=348&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/28/una-tecnica-per-prendersi-il-proprio-tempo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La psicologia degli eventi ordinari.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/08/la-psicologia-degli-eventi-ordinari/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/08/la-psicologia-degli-eventi-ordinari/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 11:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[senso]]></category>
		<category><![CDATA[significato]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=346</guid>
		<description><![CDATA[Le dinamiche interne all&#8217;individuo, i rapporti che si sviluppano tra la persona e l&#8217;ambiente, il comportamento umano nel suo complesso: tutto questo è materia di studio della psicologia, quell’area della conoscenza che si è sviluppata al confine fra scienze umane &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/08/la-psicologia-degli-eventi-ordinari/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=346&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le dinamiche interne all&#8217;individuo, i rapporti che si sviluppano tra la persona e l&#8217;ambiente, il comportamento umano nel suo complesso:<strong> tutto questo è materia di studio della psicologia</strong>, quell’area della conoscenza che si è sviluppata al confine fra scienze umane e scienze naturali.</p>
<p>Sono ormai passati più di dieci anni dalla fine del secolo delle grandi ideologie e della spiritualità “fa da te”. Il ‘900 ha visto la nascita e il disfacimento di grandi ideali che hanno coinvolto miliardi di persone ma ha visto anche lo sviluppo di tanti credi microscopici, quasi individuali, che hanno indebolito le principali ortodossie. <strong>Il ‘900 è anche il secolo di quella psicologia</strong> che fra psicoanalisi, psichiatria e studi sperimentali ha trovato progressivamente una propria identità distinta.</p>
<p><strong>Questi avvenimenti sembrano essere indizi della disperata ricerca di senso che ha coinvolto l’Uomo del ‘900</strong> e non si può dire vi siano state grandi variazioni in merito, nel nuovo millennio. La ricerca dei credi e delle tradizioni più particolari è ancora molto di moda e la psicologia come strumento di ricerca individuale continua ad attirare sempre più persone. Basti vedere i dati attuali sulla quantità di psicologi laureati in Italia (più di70.000 inbase alle ultime statistiche, 1725 iscritti all’Ordine professionale in un regione relativamente piccola come il Friuli Venezia Giulia). Se, accanto al numeroso gruppo di persone che ha seguito una formazione accademica, si aggiungono tutti quelli che hanno frequentato corsi per diventare counsellor (figura con una formazione specifica alle competenze psicologiche) o seminari brevi per apprendere conoscenze di varia natura nel campo della psicologia (e affini), i numeri si fanno davvero impressionanti. Anche se le opportunità professionali non sono minimamente commisurate alle persone formate in questo settore, l’interesse per la materia è evidentemente enorme.</p>
<p>I dati non ci dicono, però, quanto (e se) la formazione più o meno accademica risponda alla necessità di chi sta cercando nuovi modi per comprendere se stesso e gli altri.</p>
<p>Non vi è alcun timore di smentita quando si afferma che, in questo secolo abbondante di ricerche e studi, <strong>è mancata un’attenzione rigorosa della psicologia per le reazioni della persona nella sua vita quotidiana</strong>.</p>
<p>Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima pubblicazione del libro “Psicopatologia della vita quotidiana” di Sigmund Freud, eppure non si possono enumerare molte altre opere che tentino con la stessa sistematicità di dare un significato ai nostri atti quotidiani. Con ciò non si vuole svilire il lavoro di altri grandi osservatori della realtà, primo fra tutti Erving Goffman, ma solo segnalare quanto sia stato finora <strong>difficile sviluppare le applicazioni specifiche di una psicologia che guardi anche ai piccoli accadimenti quotidiani</strong>. Alcune chiare difficoltà sono legate a:</p>
<ul>
<li>la natura della ricerca di significati stabili delle azioni e reazioni quotidiane, senza scivolare nella metafisica e in spiegazioni pseudoscientifiche;</li>
<li>la complessità della realtà quotidiana che rende difficile l’individuazione di singoli fenomeni e, ancor meno, meccanismi di causa ed effetto;</li>
<li>il divario che esiste fra una chiara osservazione della realtà e la possibilità concreta di identificare precise strategie d’azione.</li>
</ul>
<p>Nonostante queste, ed altre, difficoltà, <strong>uno dei compiti della psicologia è quello di fornire indicazioni utili</strong> ad una maggiore gestione della propria vita quotidiana, una gestione <strong>che permetta di mantenere un livello adeguato di Benessere individuale e di dare un senso alla propria realtà</strong>. Diviene fondamentale, quindi, cogliere nelle esperienze quotidiane quelle tracce legate a precise modalità di reazione, modalità che vanno notate anche quando non portano a patologie o a comportamenti anomali. In questo senso, sarebbe utile una psicologia degli eventi ordinari, una psicologia che, cioè, sia capace di descrivere e spiegare ciò che succede per, poi, prescrivere azioni più adeguate, senza che vi sia già una degenerazione di qualche natura, un trauma o una patologia diagnosticabile in base alle categorizzazioni più grossolane. <strong>Questa psicologia è utopistica?</strong> No, esistono già le conoscenze adatte a questi fini. Si possono già individuare i Funzionamenti alla base di certi sogni o di certe relazioni che andiamo ad instaurare. E’ già possibile comprendere perché il sig. Lorenzo evita le montagne russe o la sig.a Bruna esprime più cinismo che sentimenti. Si tratta solo di integrare le conoscenze sviluppate negli anni e di farle conoscere. <strong>Perché non è interessante solo ciò che si trova in profondità o solo ciò che è eclatante. Si possono trovare significati importanti anche “sulla superficie” della vita quotidiana.</strong></p>
<p style="text-align:right;"> <em>M.I.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/346/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=346&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/09/08/la-psicologia-degli-eventi-ordinari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Psicoterapia: fra pregiudizio e disinformazione.</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/31/psicoterapia-fra-pregiudizio-e-disinformazione/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/31/psicoterapia-fra-pregiudizio-e-disinformazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 18:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=342</guid>
		<description><![CDATA[Prae Judicium, questa è l’origine latina (e da dove sennò?) della parola pregiudizio e identifica l’opinione falsa e scorretta conseguente all’abitudine di giudicare prima di conoscere bene qualcosa. Il pregiudizio si nutre, quindi, di ignoranza… ma non solo. Spesso, questa &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/31/psicoterapia-fra-pregiudizio-e-disinformazione/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=342&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prae Judicium, questa è l’origine latina (e da dove sennò?) della parola pregiudizio e identifica l’opinione falsa e scorretta conseguente all’abitudine di <strong>giudicare prima di conoscere bene qualcosa</strong>. Il pregiudizio si nutre, quindi, di ignoranza… ma non solo. Spesso, questa ignoranza è alimentata dagli stereotipi comuni su una certa tematica che vengono presi per buoni solo perché espressi da molte persone.</p>
<p><strong>L’abitudine di “giudicare prima” ha, comunque, anche una sua funzionalità</strong>. Ci fornisce infatti di un senso di Controllo, seppure falso, della realtà che ci circonda. Giudicando la propria e altrui esperienza in modo sbrigativo, si risparmia l’energia richiesta dall’informarsi compiutamente e, al contempo, si sente di avere <strong>tutto chiaro in una realtà semplificata</strong>.</p>
<p>Ora, applichiamo queste osservazioni ad una tematica specifica: la <strong>terapia non farmacologica dei malesseri psicologici</strong>. Da un secolo a questa parte, i pregiudizi nei confronti della psicoterapia si sprecano. Sono pregiudizi alimentati anche da un sistema mass-mediatico poco interessato a fare vera divulgazione su questi argomenti. La ricerca del fenomeno strano e dell’effetto scandalistico ha creato in questi anni più confusione che altro. I film e i telefilm mostrano figure di psicologi inetti o, a loro volta, pazzi criminali. Alle trasmissioni di approfondimento, sono invitati ad intervenire indifferentemente psicologi, psicoanalisti e neuropsichiatri infantili, come se queste professionalità fossero indifferenziate. Una prima distinzione fra le professioni che si occupano di psicopatologia è già stata tentata in <a title="Le professioni esoteriche, ovvero: a chi chiedere un supporto?" href="http://inrelazione.wordpress.com/2010/05/05/42/">questa sede</a>. Di seguito, si intende invece rispondere ad <strong>alcuni dei più comuni pregiudizi che riguardano la psicoterapia</strong>.</p>
<p>Va precisato, fin d’ora, che non esiste una sola psicoterapia ma molti approcci diversi. E’, però, altrettanto vero che si può fare anche in psicologia una distinzione fra la professionalità e la scorrettezza professionale, fra competenze comuni ad una certa professione e stereotipi culturali.</p>
<p>“Non voglio farmi etichettare e analizzare”: questa è una motivazione per cui, anche persone molto sofferenti sul piano psicoemotivo, rifiutano l’idea di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Spesso sono persone che hanno paura della malattia o del giudizio altrui, le prime ad etichettarsi come “sbagliate” o “incurabili”. In realtà, <strong>la psicoterapia offre</strong> un percorso di comprensione di sé, <strong>un percorso basato su una relazione significativa</strong> finalizzata a cambiare, prima che ad analizzare razionalmente, ciò che ci fa stare male. Per ottenere tutto ciò, vanno recuperate le esperienze “sane” della propria vita, senza dover giudicare come “malato” tutto il resto.</p>
<p>“Gli psicologi vogliono solo creare una dipendenza dalla terapia”: alla base di questo modo di pensare, c’è l’idea che più a lungo dura un percorso terapeutico e più lo psicologo è in grado di “spillare quattrini” al paziente malcapitato. L’insensatezza di questo pregiudizio da la misura di quanto lo psicologo sia comunemente visto come una figura diversa da altre professioni sanitarie. Un qualsiasi medico o fisioterapista lavora nella misura in cui si dimostra in grado di rispondere alle problematiche che gli vengono sottoposte. In base a quale legge di mercato uno psicoterapeuta potrebbe vivere allungando i tempi di risposta a problemi semplici? Spesso avviene il contrario, <strong>si cerca di lavorare efficacemente su problemi</strong> tutt’altro che semplici, problemi <strong>che a volte non hanno trovato sollievo con nessun altro tipo di terapia</strong>. Con queste poche righe, non si può dar conto delle profonde dinamiche relazionali che avvengono in un percorso psicoterapeutico (men che meno in una psicoanalisi), ma credere che la dipendenza sia l’obiettivo di una psicoterapia equivale a svalutare un’intera classe di professionisti, svilendo più di un secolo di ricerche e studi sulle <strong>relazioni che portano al cambiamento</strong>.</p>
<p>“Lo psicologo è un professionista della mente ma io sto male fisicamente”: anche quest’ultima idea si basa, come le precedenti, su una fondamentale ignoranza in merito a cosa sia un intervento psicoterapeutico. Prima di tutto, <strong>la distinzione fra psiche e soma, fra anima e corpo, si è rivelata nei decenni sempre più povera di significato</strong>. Sono ormai all’ordine del giorno i cosiddetti disturbi somatoformi, cioè malesseri che nascono da una generale alterazione dell’individuo ma che si esprimono preferenzialmente attraverso il canale somatico. Il fatto che, ad esempio, un ansia si sfoghi attraverso un malessere fisico non la rende meno affrontabile dallo psicologo di quanto lo sia una fobia o una depressione.</p>
<p>Il confine fra psichico e somatico si supera anche sul piano operativo: la visione della psicoterapia come “terapia della parola” è ormai limitante per molti approcci psicoterapeutici che utilizzano tecniche non solo verbali. D’altronde, un chirurgo si identifica professionalmente non per l’uso del bisturi ma per il tipo di patologie che può curare. Allo stesso modo, un psicoterapeuta non può essere identificato in base alle tecniche che utilizza ma per il genere di malesseri che è in grado di gestire con maggiore efficacia. Ad esempio, alcuni studi dimostrano l’efficacia delle tecniche di massaggio o di certi tipi di movimento sull’ansia. Per uno psicoterapeuta che ha come obiettivo l’alleviamento dell’ansia è eticamente corretto limitarsi alla “terapia della parola”? Non è più corretto cercare di aggiornarsi su tutte le tecniche e le modalità che si sono dimostrate efficaci al fine di ottenere il dato obiettivo?</p>
<p>Potremmo andare avanti, analizzando altri tipici pregiudizi nei confronti delle psicoterapie ma la verità è che, per il medico come per l’idraulico, non è attraverso idee precostituite che si possono prevenire i modi scorretti di lavorare. <strong>Ogni professionalità si basa su competenze e valori che possono essere valutati solo attraverso l’incontro con il professionista stesso</strong>. La scarsa professionalità non è, purtroppo, data da un preciso tipo di lavoro (se così fosse, i mistificatori sarebbero facilmente identificabili). E’ nella relazione che scopriamo se, e quanto, la nostra scelta è valida per avere risposta a ciò di cui abbiamo realmente bisogno.</p>
<p style="text-align:right;"> M.I.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=342&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/31/psicoterapia-fra-pregiudizio-e-disinformazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Dolori muscolari: quando lo sport non c’entra…</title>
		<link>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/17/dolori-muscolari-quando-lo-sport-non-c%e2%80%99entra%e2%80%a6/</link>
		<comments>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/17/dolori-muscolari-quando-lo-sport-non-c%e2%80%99entra%e2%80%a6/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 16:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dr. Iacono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fibromialgia]]></category>
		<category><![CDATA[muscolari]]></category>
		<category><![CDATA[reumatologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://inrelazione.wordpress.com/?p=338</guid>
		<description><![CDATA[Da sempre, l’essere umano ha cercato di comprendere e controllare i funzionamenti del proprio organismo. La questione è che, nel tentare di comprendere come il sistema funziona, spesso gli studiosi hanno voluto ridurre alcuni fenomeni a  meccanismi fin troppo semplificati. &#8230; <a href="http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/17/dolori-muscolari-quando-lo-sport-non-c%e2%80%99entra%e2%80%a6/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=338&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre, l’essere umano ha cercato di <strong>comprendere e controllare i funzionamenti del proprio organismo</strong>. La questione è che, nel tentare di comprendere come il sistema funziona, spesso gli studiosi hanno voluto ridurre alcuni fenomeni a  meccanismi fin troppo semplificati. Ad esempio, il linguaggio dei gesti, che è molto vario e complesso, è stato culturalmente circoscritto alle regole del “bon ton”. Nel Medioevo, la <em>gesticulatio</em>, cioè l’agitazione gestuale, faceva pensare al diavolo e andava abbandonata a favore dei soli gesti codificati.</p>
<p>In tempi più recenti, la fantasia e l’immaginazione libera sono state associate all’analisi di ciò che, nel mondo anglosassone, è chiamata <em>imagery</em>: la ricostruzione di immagini, detta anche visualizzazione mentale. Purtroppo, o per fortuna, l’organismo umano è ancora troppo complesso per essere ridotto ad un meccanicismo rigidamente determinato.</p>
<p>Fra le esperienze della vita, il dolore è uno di quei fenomeni non circoscrivibili razionalmente. Per quanto una visione evoluzionistica ci abbia da tempo spiegato la funzione del dolore, una funziona protettiva utile alla sopravvivenza, è pur vero che, a certi livelli di intensità, <strong>il dolore non può essere compreso</strong>. Si tratta di quei livelli a cui la razionalità si spegne e <strong>conta solo il senso più profondo che ognuno può dare alla propria esperienza</strong>. In questi termini, non è molto importante l’origine di una sofferenza ma le propria possibilità di affrontarla.</p>
<p>Per approfondire questo punto di vista, possiamo analizzare un disturbo che affligge da sempre gli esseri umani, per quanto sia stato etichettato nei secoli con termini diversi. Questo disturbo è chiamato, al giorno d’oggi, “fibromialgia” e consiste in dolori muscolari percepiti principalmente nella zona lombare, dorsale, al collo, alle spalle, alle anche, alle ginocchia e ai gomiti. E’ considerato un disturbo reumatico e può essere facilmente confuso con un malessere di carattere puramente <em>organico.</em> Eppure le informazioni più aggiornate portano in una diversa direzione: le sole due forme di trattamento efficaci per la fibromialgia sono la farmacoterapia e la<strong> terapia del rilassamento profondo</strong>.</p>
<p>I farmaci che hanno dato risultati sono alcuni analgesici e antidepressivi, tra cui gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Già questo dovrebbe colpire la nostra attenzione: <strong>un dolore reumatico trattabile con antidepressivi?</strong> Da questa domanda, nasce un’ipotesi: vuoi vedere che la fibromialgia è uno di quei malesseri che dimostrano la profonda connessione fra i piani psichici e corporei dell’organismo?</p>
<p>Quando, poi, si parla di terapia del rilassamento profondo, bisogna considerare che il rilassamento non è una sensazione raggiungibile da tutti nello stesso modo. Molte tecniche efficaci si sono dimostrate utili solo per parte della popolazione. Alcune persone non riescono a sciogliere le proprie tensioni attraverso l&#8217;esplorazione di immagini mentali e altre non si rilassano tramite il solo uso di tecniche di respirazione. <strong>L’esperienza clinica dimostra che solo dall’integrazione di tecniche di diverso tipo, si riescono ad ottenere effetti significativi.</strong> Inoltre, si è visto che il semplice rilassamento muscolare è poco efficace nel tempo se non si ricostituisce la capacità di agire con Forza e di sviluppare una più ampia Esperienza di Benessere. Per trattare efficacemente la fibromialgia non basta, quindi, modificare solo le componenti corporee del malessere, né cercare un generico rilassamento ma sottoporsi ad un percorso integrato e multidisciplinare.</p>
<p>Quest’anno il giornale Internazionale di Reumatologia ha pubblicato uno studio che dimostra quanto le <strong>gravi fibromialgie</strong> siano <strong>trattabili </strong>attraverso un protocollo basato su<strong> massaggi, movimenti aerobici e terapie termali</strong>. Probabilmente, in questo campione di ricerca, c’è chi ha tratto più vantaggio dai massaggi e chi dai movimenti di un certo tipo ma è certo che ogni persona coinvolta ha trovato il suo “canale di entrata” nell’Esperienza piena del Benessere. <strong>Se fosse stata solo una questione di tecnica corporea</strong>, il sistema-organismo che coinvolge fisiologia, postura, pensieri ed emozioni <strong>non avrebbe trovato un equilibrio duraturo</strong>. I dolori muscolari cronici sono, quindi, un segnale importante su come stiamo complessivamente. Quali pensieri abbiamo sulla nostra salute? Quali emozioni proviamo prevalentemente in questo periodo? Quali soddisfazioni ricaviamo da ciò che facciamo?</p>
<p align="right"><em>M.I.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/inrelazione.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/inrelazione.wordpress.com/338/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=inrelazione.wordpress.com&amp;blog=13356088&amp;post=338&amp;subd=inrelazione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://inrelazione.wordpress.com/2011/08/17/dolori-muscolari-quando-lo-sport-non-c%e2%80%99entra%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/73facd0e5cca449ebbbc9eaa613a0e2a?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">inrelazione</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
